Ada Manfreda, La dimensione metodologica: mappatura dei bisogni per un intervento sociale capacitantein L. Binanti (a cura di), La capacitazione in prospettiva pedagogica, PensaMultimedia, Lecce-Rovato, 2014, p. 230, pp. 137-156, ISBN 978-88-6760-202-5.

In questo contributo ipotizziamo che per la realizzazione di un intervento sociale capacitante si possa ricorrere proficuamente alla Mappatura dei bisogni (MdB), espressione che sta ad indicare un modello di ricerca-intervento sul bisogno, riformulato e ridefinito, quest’ultimo, entro una cornice teorica di approccio al soggetto e all’agire sociale in chiave socio-semiotico-sistemica. Cercheremo di illustrare come le caratteristiche del modello MdB, così come i suoi obiettivi, siano sovrapponibili a quelle che costituiscono le dimensioni fondamentali dell’Approccio delle capacità.
Lo faremo innanzitutto mettendo in risalto alcuni tratti peculiari di questo approccio, nella teorizzazione formulata da Martha Nussbaum, poiché li consideriamo strategici per la definizione di un intervento educativo e sociale che sia propriamente capacitante e inscritto entro una pedagogia non sostitutiva, ortopedica, ma pienamente generativa, emancipante, liberatoria. Attenzioneremo in particolare i costrutti di: capacità combinate, che riteniamo rappresentino precipuamente lo spazio del pedagogico; soglia di capacità, che è fondamentale per la promozione di una società giusta e la tutela della dignità umana, due aspetti che debbono necessariamente essere inclusi nell’azione educativa capacitante, affinché la realizzazione dei singoli avvenga entro un quadro di responsabilità, reciprocità e riconoscimento degli altrui diritti, aspetto, quest’ultimo, propriamente tematizzato sino ad ora, dalla Educazione ai Diritti Umani. Cercheremo perciò di dimostrare come possano convergere coerentemente Educazione ai Diritti Umani e Educazione alle capacità, integrando il discorso di Nussbaum con il costrutto di cittadinanza planetaria di Edgar Morin.
Proporremo infine l’alterità come focus centrale di una educazione siffatta, illustrando il suo ruolo nel processo di definizione identitaria, e pertanto la sua centralità nell’azione educativa capacitante, indicando la MdB, in quanto modello basato su riflessività e ‘pratica di alterità’, come dispositivo di intervento.