Category 'cinema'

Una finestra sull’Africa: la questione identitaria e il ruolo della scuola e delle arti

Ada Manfreda, Una finestra sull’Africa: la questione identitaria e il ruolo della scuola e delle arti. Conversazione con Falay Lwanga e Hamado Tiemtoré, in “Amaltea. Trimetrale di “, Anno VIII - n. 4/2013.

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Per la rubrica ‘Passaggi’ della webTV Netapprendere incontriamo Falay Lwanga e Hamado Tiemtoré per aprire una finestra sull’Africa, su alcune delle sfide che oggi i popoli africani si trovano ad affrontare. Lo facciamo concentrandoci su due aspetti importanti che caratterizzano la di un popolo e di una società, vale a dire [Leggi/Read more →]

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L’acqua. Cinema, filosofia, psicoanalisi - XI Convegno

Lunedì 24 giugno 2013, alle ore 16.00 - Aula Ferrari (Palazzo Codacci-Pisanelli), Lecce

XI edizione del Convegno “, filosofia, psicoanalisi”

Tema: L’acqua

A partire da questo tema intervengono, proponendo itinerari tra film: Giovanni Invitto, Giovanni Scarafile, Franca Mazzei, Vincenzo Camerino, Salvatore Colazzo, Daniela De Leo, Massimo Maisetti, Ada Manfreda, Federica Rega, Alessandra Spadino, Fabio A. Sulpizio.

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Il viaggio secondo il migrante: Welcome di Philippe Lioret

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Ada Manfreda, Il viaggio secondo il migrante: Welcome di Philippe Lioret, in G. Invitto (a cura di), L’esistenza come viaggio. Il come viaggio, “Come in uno specchio. e culture” n. 4, Amaltea edizioni, Melpignano, 2013, p. 151, pp. 93-107 - ISBN 978-88-8406-134-8

Un’analisi-riflessione a partire da questo bel film di Philippe Lioret, Welcome, per esplorare i significati che si addensano attorno allo straniero oggi, alla sua condizione, a ciò che accade quando egli non è più straniero-ospite presso di noi, dunque riconosciuto e accolto, ma è il ‘migrante’, un nome che nel suo essere participio presente reca traccia del senso di un andare che non ha un orizzonte di ritorno o di arrivo, che non ha in sé possibilità di compiutezza. E come nel film una strada di emancipazione venga tentata nonostante tutto…

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La pedagogia che affronta i tabù

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Un grande rimosso dei nostri tempi è certamente la morte, un argomento eluso, esorcizzato, di cui non si parla, di cui non si fa educazione ed autoeducazione. Roberto Maragliano nel suo ultimo saggio [Leggi/Read more →]

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Fare cinema divertendosi

Ada Manfreda, Fare divertendosi. Intervista a Stefania Casini, in “Amaltea. Trimestrale di “, Anno VII - n. 2 giugno 2012

Per l’intervista ho appuntamento da lei, nella sua casa di Ortelle. Mentre percorro in auto la Spongano-Ortelle noto alla mia destra, poco più dentro il ciglio della strada, un’agave meravigliosa: è imponente, la base è larghissima, le foglie spinose enormi, e il classico fustarello che fuoriesce dalle foglie elevandosi al cielo con un [Leggi/Read more →]

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Sul filo del rasoio tra dubbio e identità: il caso “Guerre/Sommersby”

 

Ada Manfreda, Sul filo del rasoio tra dubbio e identità: il caso “Guerre/Sommersby”, in G. Invitto (a cura di), Fenomenologie e lessici del dubbio. Tra filosofia, e altri saperi, Amaltea edizioni, 2012, ISBN 978-88-8406-127-0.

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IL DUBBIO: Cinema Filosofia Psicoanalisi

IX edizione - 3/4 giugno 2011,  Lecce

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Venerdì 3 giugno, ore 9 Sala delle Conferenze della Biblioteca Provinciale “Nicola Bernardini” Piazzetta Carducci

Coordina e introduce Franca Mazzei

Franca Mazzei, Il dubbio è uno dei nomi dell’intelligenza (J. L. Borges)

Alessandra Spadino, Il dubbio del corvo. Uccellacci e uccellini di P.P. Pasolini

Daniela De Leo, L’evidenza del dubbio: Copia conforme di Kiarostami

Ada Manfreda, Il dubbio di una sposa: il caso Guerre/Sommersby

Venerdì 3 giugno, ore 16, Sala delle Conferenze della Biblioteca Provinciale “Nicola Bernardini” Piazzetta Carducci

Coordina e introduce Carlo Tatasciore

Carlo Tatasciore, Parlando di Inception di Ch. Nolan

Carlo Alberto Augieri, Religiosità del dubbio, ateismo della certezza: riflessioni su Il nome della rosa

Gianni Scarafile,  Abitare il dubbio tra paticità e apaticità. Doubt

Giovanni  Invitto, Il ruolo del volto. A proposito di un film di Bergman

Sabato 4 giugno, ore 9, Sala delle Conferenze del Rettorato, Piazza Tancredi

Coordina e introduce Massimo Maisetti

Massimo Maisetti, Il dubbio in Eyes wide shut

Salvatore Colazzo, Incertezze e dubbi di un prelato. In nome del Papa Re

Federica Rega, Niente da nascondere: Caché di M. Haneke

Fabio Sulpizio, Dell’incertezza. Ricerca, indagine, inquisizione

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Quando il numero tesse la trama: del numero 9 e del desiderio di conoscenza

Ada Manfreda, Quando il numero tesse la trama: del numero 9 e del desiderio di . Attorno a “La nona porta” di Roman Polanski, in G. Invitto (a cura di), I numeri sullo schermo. Film e filosofia, Collana “Come in uno specchio. e culture”, Amaltea edizioni, Melpignano (Lecce), 2010, p. 200, pp. 89-113 - ISBN 978-88-8406-122-5.

1. Il numero 9 e la degli uomini - 2. e attraversamento - 3. e libertà - 4. [Leggi/Read more →]

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I media, l’arme, gli amori. Narrare per pensare. Intervista a Roberto Maragliano

I media, l’arme, gli amori. Narrare per pensare.
Intervista a Roberto Maragliano
in “Amaltea. Trimestrale di ” - Anno IV, n. 4, dicembre 2009.

Si è tenuto a novembre nel Salento un programma di seminari che ha visto protagonista Roberto Maragliano, uno dei più significati pedagogisti italiani: professore ordinario di Tecnologie dell’istruzione e dell’apprendimento all’Università di Roma Tre e responsabile del Laboratorio di Tecnologie Audiovisive del Dipartimento di Scienze dell’Educazione della stessa università. Da molti anni si occupa dei rapporti che la e l’educazione intrattengono con i media e del ruolo che questi ultimi hanno nei processi di trasformazione antropologica e sociale. [Leggi/Read more →]

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Immagini di infanzia e voci di diversità nel cinema di Rachid Benhadj

Immagini di infanzia e voci di diversità nel di Rachid Benhadj, in “Amaltea. Trimestrale di “, Anno IV, n. 1 - marzo 2009.copia-di-rachid-et-depardieu.JPG

Incontro il regista Rachid Benhadj a Tricase , dove è stato invitato a tenere un workshop di tre giorni sulla scrittura per la regia, nell’ambito di un ciclo di corsi sui mestieri del . Nei tre giorni di workshop ho l’opportunità di osservarlo ed ascoltarlo molto. Si mostra subito molto cordiale e disponibile. Ha modi gentili. Trasmette un grande amore per il suo lavoro. Si percepisce che non potrebbe farne a meno, che non potrebbe essere altrimenti per lui. Allo stesso modo ne ha un profondo rispetto, lo vive con impegno e onestà intellettuale. È molto estraneo a quegli atteggiamenti appariscenti e scintillanti, che si sarebbe portati, quasi automaticamente, ad attribuire a ‘persone del ’. Mi affascina il suo modo di esporre idee, concetti: racconta. Il racconto sembra essere il luogo privilegiato, se non quasi esclusivo, del suo comunicare. I suoi discorsi, le sue frasi, sono immagini di narrazioni, sono storie. È molto bello ascoltarlo narrare. A chiusura del workshop accetta di dedicarmi un po’ di tempo per un’intervista…

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