Per le videorecensioni di Arianna incontriamo Livio Romano per attraversare insieme a lui l’ultimo suo lavoro narrativo, uno spaccato profondo, ironico, e attento della scuola, che l’autore tratteggia con uno stile immediato e fresco, ma soprattutto con quella cura che solo vivendola dall’interno, e amandola nonostante tutto, si può avere.
Livio Romano è nato nel 1968 a Nardò, in provincia di Lecce, dove vive. Insegna inglese in una scuola elementare. Ha esordito con tre racconti in Sporco al sole (Besa) e con un racconto in Disertori (Einaudi), a cui sono seguiti i romanzi Mistandivò (Einaudi), Porto di mare (Sironi), Niente da ridere (Marsilio), Il mare perché corre (Fernandel).
Diario elementare (Fernandel, 2012), con verve umoristica, impeto satirico e un gusto ininterrotto tanto per l’annotazione di costume quanto per il tocco di puro mémoire, racconta quel che è rimasto della ‘scuola elementare migliore del mondo’, che è come dire della società italiana in generale, descritta da quel particolarissimo punto di vista che è la provincia profonda del Sud della penisola.