Category 'memoria'

Un giorno di luce

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Pensare i morti è onorare la vita, il suo cambiar continuamente forma, di in , conservandone . Siamo i corpi che ci hanno preceduto ed anche qualcosa d’altro, ripetizione e cambiamento insieme.

I morti riguardano tutti.

Ci sono quelli speciali per te, quelli che hai amato e a volte ti prende il desiderio di sottrarli, anche solo per un momento, a questo flusso per riavere la loro materialità di corpi, di odori e voci. Perché il pensiero di loro è sempre con te, ma è il da toccare e stringere che manca tanto.

Ma posso toccare e stringere di più chi c’è, in tua papà.

La popolare salentina è maestra: onora i morti con un dono materiale ai vivi, a persone reali e concrete.

ll giorno dei morti è un giorno di luce.

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Performing arts, community empowerment and social innovation: a model of training-intervention-research

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Ada Manfreda-Salvatore Colazzo, Performing arts, community empowerment and social innovation: a model of training-intervention-research, in [Leggi/Read more →]

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Un intervento di comunità: l’apporto dei media

Un intervento di comunità: l’apporto dei media, Relazione nell’ambito del IX Convegno Nazionale della Società Italia di E-Learning, Roma 12-13 dicembre 2013

Il contributo intende illustrare un caso di dispositivo di ricerca--intervento di comunità che si è avvalso, tra l’altro, dell’apporto dei media, in affiancamento alle attività di tipo performativo attraverso cui l’intervento si è estrinsecato. Si tratta di un percorso di transmedialità su base narrativo-performativa che grazie ai differenti media impiegati ha consentito di offrire punti di accesso diversi al materiale narrativo precedentemente raccolto mediante ricerca sul campo, al fine di interessare più canali sensoriali e linguistici e realizzare così, assieme alla performatività delle attività proposte, una maggiore immersività per i partecipanti.

Keywords: pedagogia di comunità, performatività, , media narrativi, transmedialità


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Le narrazioni si fan corpo, voce e suono

Ada Manfreda, Le narrazioni si fan , voce e suono, in: “Amaltea. Trimestrale di “, Anno VIII, n. 2-3/2013, pp. 85-88

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Raccontare un’esperienza così immersiva, coinvolgente e stratificata quale è stata la Scuola di Arti Performative e Community care di quest’anno non è semplice. Non è semplice, forse impossibile, riuscire a far arrivare dentro il lettore le , le energie, le sincronie di sguardi e di sentire che [Leggi/Read more →]

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Cattedre itineranti e Archivio partecipato

Università itinerante della popolare e Archivio Partecipato. Presentazione del progetto applicato all’ecomuseo della castagna, Comune di Nomaglio (To), 18 ottobre 2013, ore 17,30

Relatori:

  • Salvatore Colazzo
  • Ada Manfreda
  • Antonio Damasco

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La pedagogia che affronta i tabù

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Un grande rimosso dei nostri tempi è certamente la morte, un argomento eluso, esorcizzato, di cui non si parla, di cui non si fa educazione ed autoeducazione. Roberto Maragliano nel suo ultimo saggio [Leggi/Read more →]

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VI giornata nazionale della Cultura popolare

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Il 13 dicembre 2012 si è celebrata la VI Giornata Nazionale della Popolare, un momento [Leggi/Read more →]

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La storia di Aghavni Boghosian, donna armena, per non dimenticare

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Ospite di questa nuova puntata è Jamil Boloyan per la videorecensione de Il richiamo del sangue (Fal Vision editore, Bari 2012).

Il richiamo del sangue propone al pubblico italiano, grazie alla traduzione e alla di Boloyan, un diario di una donna armena, Aghavni Boghosian,che visse, tra la primavera e l’estate del 1915 la terribile esperienza dell’esilio forzato de-gli armeni delle province orientali della Turchia, che per molti di loro si tradusse in un’esperienza di morte. Prima di Hitler, prima di Stalin vi fu il genocidio armeno. Meno conosciuto, meno stigmatizzato, meno ricordato.

Kegham Jamil Boloyan è professore di Lingua e letteratura araba / Lingua e Traduzione Araba presso le Facolta’ di Lingue e Letterature Straniere dell’Universita’ di Bari (2000-’03) e di Lecce dal 1996 nonché esperto linguistico di lingua araba all’Università del Salento dal 2002 a tutt’oggi. Tra le sue pubblicazioni si ricordano: Racconti algerini di ‘Abd al-Ḥamīd Ben Haduqa (a di) Ed. G. Laterza – Bari. 2004. Arabi: Cristiani e Musulmani a confronto nel Vicino Oriente, ed. Schena, Fasano, 2000. “Al-muslimūn wa’l-Islām fi’l-mağalla al-’arabiyya al-masīhiyya al-Masarra“, ed. Librairie St.Paul, Libano, 1999 (in lingua araba).

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Il treno e la motocicletta

Ada Manfreda, Il treno e la motocicletta. Editoriale, in: “Amaltea. Trimestrale di “, Anno VII - n. 3, settembre 2012.

Ogni volta che parto mi capita di pensare al quotidiano lasciato a casa, di guardarlo con gli occhi della diversità delle giornate fuori casa che sto vivendo in quel momento, e di realizzare quanto un mucchio di cose che faccio nella convinzione che “non posso non farle, altrimenti…”, potrebbe essere tranquillamente cassato senza chissà quali conseguenze.
Il tempo è diverso fuori dalla tua città, dal tuo contesto, dalla tua routine. Questo tempo diverso mi rende pensabili priorità nuove, mi fa trovare pesi diversi e modi inediti [Leggi/Read more →]

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Saperi locali e pedagogia di comunità

Ada Manfreda-Salvatore Colazzo, Saperi locali e pedagogia di comunità, in “Amaltea. Trimestrale di “, Anno VI - n. 4 dicembre 2011.

Spesso la valorizzazione di un territorio è operazione che avviene per una deci-sione, estrinseca alla sua realtà, che lo investe dall’esterno, a seguito di un progetto a tavolino che, col concorso di agenzie di comunicazione e di marketing, porta quel territorio sul mercato del turismo di massa, o in generale del consumo di massa, un mercato che è sempre bisognoso di novità da consumare e quindi ben disposto ad accogliere offerte che solleticano la curiosità voyeristica. [Leggi/Read more →]

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