Category 'Video'

Del potere e la poesia

Ada Manfreda ha come ospite di questa puntata lo scrittore Antonio Errico per parlare del [Leggi/Read more →]

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Il palazzo vescovile di Lecce

Lecce Sacra Imago è il libro di cui si parla in questa puntata di Arianna: con Ada Manfreda c’è in studio il suo curatore, il prof. Paolo Agostino Vetrugno [Leggi/Read more →]

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Artan Shabani

Eccoci alla prima puntata di questa nuova rubrica ‘Finestra’.

In studio, con Ada Manfreda, Liljana Qafa ci conduce in , proponendoci percorsi di e approfondimento sulle [Leggi/Read more →]

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La scuola raccontata da Livio Romano

Per le videorecensioni di Arianna incontriamo Livio Romano per attraversare insieme a lui l’ultimo suo lavoro narrativo, uno spaccato profondo, ironico, e attento della scuola, che l’autore tratteggia con uno stile immediato e fresco, ma soprattutto con quella cura che solo vivendola dall’interno, e amandola nonostante tutto, si può avere.

Livio Romano è nato nel 1968 a Nardò, in provincia di Lecce, dove vive. Insegna inglese in una scuola elementare. Ha esordito con tre racconti in Sporco al sole (Besa) e con un racconto in Disertori (Einaudi), a cui sono seguiti i romanzi Mistandivò (Einaudi), Porto di mare (Sironi), Niente da ridere (Marsilio), Il mare perché corre (Fernandel).

Diario elementare (Fernandel, 2012), con verve umoristica, impeto satirico e un gusto ininterrotto tanto per l’annotazione di costume quanto per il tocco di puro mémoire, racconta quel che è rimasto della ‘scuola elementare migliore del mondo’, che è come dire della società italiana in generale, descritta da quel particolarissimo punto di vista che è la provincia profonda del Sud della penisola.

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La storia di Aghavni Boghosian, donna armena, per non dimenticare

Ospite di questa nuova puntata è Jamil Boloyan per la videorecensione de Il richiamo del sangue (Fal Vision editore, Bari 2012).

Il richiamo del sangue propone al pubblico italiano, grazie alla traduzione e alla cura di Boloyan, un diario di una donna armena, Aghavni Boghosian,che visse, tra la primavera e l’estate del 1915 la terribile esperienza dell’esilio forzato de-gli armeni delle province orientali della Turchia, che per molti di loro si tradusse in un’esperienza di morte. Prima di Hitler, prima di Stalin vi fu il genocidio armeno. Meno conosciuto, meno stigmatizzato, meno ricordato.

Kegham Jamil Boloyan è professore di Lingua e letteratura araba / Lingua e Traduzione Araba presso le Facolta’ di Lingue e Letterature Straniere dell’Universita’ di Bari (2000-’03) e di Lecce dal 1996 nonché esperto linguistico di lingua araba all’Università del Salento dal 2002 a tutt’oggi. Tra le sue pubblicazioni si ricordano: Racconti algerini di ‘Abd al-Ḥamīd Ben Haduqa (a cura di) Ed. G. Laterza – Bari. 2004. Arabi: Cristiani e Musulmani a confronto nel Vicino Oriente, ed. Schena, Fasano, 2000. “Al-muslimūn wa’l-Islām fi’l-mağalla al-’arabiyya al-masīhiyya al-Masarra“, ed. Librairie St.Paul, Libano, 1999 (in lingua araba).

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Storia di un inventore

Per le videorecensioni di ‘Arianna, la virtù di scrivere’ Ada Manfreda incontra Gianni Ferraris, autore del libro Salvatore Napoli Leone: genio in Terra d’Otranto (Fondazione Terra d’Otranto e Lupo editore, 2012), e Pier Paolo Tarsi, vicepresidente della Fondazione che lo ha pubblicato.

Gianni Ferraris nasce ad Alessandria nel 1951. Già antiquario e gallerista in Piemonte, si trasferisce successivamente nel Salento, a Lecce, ove collabora assiduamente con la stampa locale quotidiana e diversi periodici in rete di informazione culturale e politica.

Salvatore Napoli Leone: genio in Terra d’Otranto è un libro che vuole rende omaggio alla figura caleidoscopica ed originale di questo personaggio semisconosciuto di Nardò proponendo una , agile e allo stesso tempo ricca di particolari della sua biografia, intrecciando episodi privati con quelli legati alle sue molteplici attività ed imprese economiche e professionali.

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Oltre la Lecce da cartolina

Per le videorecensioni di “Arianna, la virtù di scrivere”, Ada Manfreda incontra Franco Ungaro, operatore culturale salentino, impegnato a tempo più che pieno ai Cantieri Teatrali Koreja, Stabile di innovazione del Salento. Nel 2006 ha pubblicato Dimettersi dal Sud (Laterza).

Lecce sbarocca
 (Besa) è uno sguardo in profondità gettato su Lecce, il Salento e la salentinità, “è una confluenza di più generi, ma che appartiene alla schiera delle dichiarazioni d’amore esigenti […]. Franco Ungaro è un innamorato esigente, e sa vedere di Lecce il buono e il cattivo, il bello e il brutto. Sa vedere e sa giudicare” (G. Fofi, Postfazione)

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