Category 'Grecìa del Salento'

La taranta secondo Milesi

 INTERVISTA A PIERO MILESI - ZOLLINO 22 AGOSTO 1999

La Notte della Taranta costituisce il tentativo di stimolare la “comunicazione tradizionale” a interrogarsi “sulle ragioni – come dichiara Gianfranco Salvatore, uno dei due direttori artistici della manifestazione (l’altro è Maurizio Agamennone) – della sua sopravvivenza e della sua attualità”: nel fatto di essere un tentativo in qualche modo indotto dall’esterno è il suo limite. Ma va anche riconosciuto che esso consente la maturazione nell’ambito della musica tradizionale salentina di nuovi atteggiamenti e di nuove consapevolezze, verso la conquista di una autonomia di segno diverso.

Anche quest’anno adesioni più o meno entusiastiche da parte di gruppi e musicisti, ma anche significative e risentite defezioni. Si intravede una linea di frattura all’interno dei gruppi che fanno musica popolare nel Salento, non è detto che ciò sia un danno: staremo a vedere.

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La piccola Napoli

Sull’origine del suo nome l’Arditi riporta diverse ipotesi: esso deriverebbe dalla musa Melpomene; oppure dall’emblema del paese, costituito da un albero di pino e da un favo mellifero; o ancora il nome si dovrebbe “ai greci del Peloponneso venuti con Enotrio Arcade”; infine, l’ipotesi più accreditata farebbe derivare il nome dal centurione romano Melpinio, al quale, a seguito della conquista della Messapia da parte dei Romani, toccarono le terre su cui sorge ancora oggi il paese.

In queste terre, tuttavia, la presenza dell’uomo risale ad epoche remotissime, come testimoniano i monumenti megalitici ivi presenti, segni ancora misteriosi ed indecifrati di culture primitive, giunti sino a noi nonostante l’azione demolitrice del tempo e dell’uomo. Dislocati tra il centro abitato e le campagne immediatamente limitrofe si trovano quattro menhir: il Menhir Lama, situato nell’aiuola di piazzetta Asilo (sebbene non la si ritenga la sua collocazione originaria), alto ben m. 4,20; il Menhir Minonna, posto di fronte ad un’abitazione in via IV novembre ed alto m. 2,80; il Menhir Candelora che misura m. 3,30 e sorge nella omonima contrada, oggi una cava estrattiva di pietra leccese; il Menhir Scineo, anch’esso posto nell’omonima campagna ed alto m. 1,90.

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Melissi

Quando arrivammo, la festa era già cominciata. Vi era un gruppo di cinque giovani, in mezzo alla sala, circondato da tutti i presenti, che ballavano. Mi colpì immediatamente il sound, molto singolare. Una miscela assolutamente insolita di suoni ancestrali, quali quelli della nostra tarantella e complicati ritmi giamaicani… I giovani che cantavano … sembravano posseduti dalle loro stesse parole. Cantavano e si dimenavano come invasati, e quell’energia che percorreva i loro corpi si trasmetteva agli astanti… Il gran frastuono dei suoni, la straordinaria varietà dei ritmi, il quasi buio della sala, il danzare frenetico di tutti, mi faceva sentire euforico… si stava compiendo una contaminazione ardita delle tradizioni… una loro profanazione…Scorie, resti, residui della tradizione locale si coniugavano con i cocci del variegato mondo elettronico, realizzando una imprevedibile esogamia culturale… I ritmi giamaicani copulavano col dialetto leccese, si incrociavano con brandelli di antiche melodie salentine. Mi pareva di esser capitato in un laboratorio di giovani, diabolici alchimisti.
[Salvatore Colazzo, La dolcezza dei seppelliti (romanzo), 1992, Erreci Edizioni, Maglie, collana “I Mascheroni” diretta da Antonio Verri]

E’ di questi giorni l’uscita del primo numero di Melissi, rivista semestrale dell’Istituto “Diego Carpitella”, qui recensita in anteprima: chi volesse acquistarne una copia dovrà infatti attendere “La Notte della Taranta - 1999″ del prossimo 24 agosto, serata in cui la rivista verrà distribuita con allegato in omaggio il Cd audio della registrazione live del concerto dell’estate scorsa (prezzo al pubblico L. 20.000).
Come già abbiamo anticipato in un precedente articolo apparso sulle colonne di questa testata, quello della rivista era un progetto in cantiere oramai da diversi mesi, pensato soprattutto come strumento di documentazione ed approfondimento dell’evento annuale “La Notte della Taranta”: volendosi porre sistematicamente, con l’uscita di due numeri all’anno, prima e dopo lo svolgimento di ciascuna edizione, ha l’intenzione di essere di volta in volta momento di riflessione e di consuntivo dell’edizione appena svoltasi, ovvero di anticipazione e di informazione su quanto riserverà l’edizione successiva.

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I mille modi di essere bambini

Lo scorso 10 giugno si è tenuto, presso il Comune di Calimera, un incontro dei rappresentanti dei Comuni afferenti al Consorzio Grecìa Salentina e di quelli dei comuni di Castrì, Vernole, Melendugno e Caprarica. Scopo dell’incontro quello di costituire il Bacino di Intervento, nell’ambito del quale progettare e realizzare una serie di azioni e di interventi per l’adolescenza e l’infanzia, secondo le finalità e gli obiettivi previsti dalla Legge n. 285/1997.

Durante l’incontro è stato siglato un protocollo d’intesa tra tutti i rappresentanti degli enti locali presenti, rivolto, tra l’altro, all’individuazione del Comune di Calimera quale Comune Capofila del Bacino e del suo Assessore ai Servizi Sociali, dott.ssa Francesca De Vito, quale coordinatrice dello stesso. Ciò rappresenta la prima tappa di un percorso che si presenta piuttosto articolato, attraverso il quale la Provincia di Lecce sta coordinando tutta la progettualità che verrà espressa dai comuni salentini relativamente alla legge n. 285/97, al fine di dare omogeneità e coerenza ad un’azione che secondo quanto previsto dalla legge, dovrà essere pregnante ed incisiva.

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Tarante e màcare

Lo strepito del tamburrello aveva asprezze concitate, sorde. Le lamine sibilavano; s’inserivano lancinanti nella vibrazione cupa del fondo percosso. La pelle dava il senso vago della vita morta che aveva vestita. Talora i suonatori stanchi s’alternavano nel compito. La voce del flauto rimaneva sola. Due note, le stesse, sempre le stesse, gocce di suono cadenti entro l’abissale ampiezza del silenzio. Taceva il flauto, s’inseriva il tamburello. Continuava il ritmo…
Sembra il resoconto dell’evento “La notte della taranta” di ora è quasi un anno fa; in realtà è la descrizione della terapia musicale agente su una tarantata come la descrive Luigi Corvaglia nel suo romanzo Finibusterre degli anni ‘30, da noi salentini poco conosciuto e perciò ingiustamente dimenticato.
“Le streghe son tornate” verrebbe da dire ponendo attenzione al numero di iniziative che, in questi ultimi tempi nel Salento, in un modo o nell’altro, hanno per protagonista il ragno che danza. Ma oggi i suoni, le musiche, le danze non sono più soltanto quelli della tradizione, essi sono disponibili ad ibridarsi con i linguaggi più eccentrici ed innovativi, dando luogo ad un fenomeno culturale dagli esiti imprevedibili.
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L’antico campanile si farà bello

Il Comune di Castrignano dei Greci, che porta sin nel nome la sua antica identità grika, è orgogliosissimo delle sue origini e intende offrire un suo specifico contributo nell’ambito del Consorzio. Aldilà del fatto che esso politicamente è connotato in maniera differente dalla maggioranza dei comuni della Grecìa, esso partecipa convintamente alle attività del Consorzio, nelle cui prospettive di sviluppo crede e per le quali si spende.

Questo in buona sostanza il succo del lungo colloquio avuto con l’Assessore Cannazza, che viene da una candidatura alla Provincia di Lecce per Alleanza Nazionale.

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Dalla ragnatela alla rete

Il 25 febbraio scorso è stato siglato a Bari il protocollo d’intesa fra Regione Puglia, Provincia di Lecce e i Comuni della Grecìa Salentina con il quale i soggetti coinvolti dovranno dar corso all’attivazione dei progetti finanziati nell’ambito dell’Interreg2 Italia-Grecia.

Interreg2 è un programma della Comunità Europea riguardante le regioni dell’Epiro, le isole Ioniche della Grecia e la Puglia attraverso il quale sono stati stanziati circa 90 miliardi, di cui ben 29 miliardi sono stati destinati al Consorzio Grecìa Salentina nel suo complesso e singolarmente ai nove comuni dello stesso.

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L’anikirio nel frantoio

I frantoi ipogei sono una presenza costante in tutto il territorio della provincia di Lecce e i paesi della Grecìa Salentina, in particolare, ne annoverano almeno uno. Si tratta di costruzioni che hanno avuto origine nelle isole egee e che si sono poi diffuse in tutto il Salento a partire dal ‘400, grazie soprattutto al fatto che, essendo ricavati nel sottosuolo, consentivano di mantenere una temperatura costante durante le fasi di produzione dell’olio.

A vi erano numerosi frantoi ipogei, di questi uno è stato recuperato ed è [Leggi/Read more →]

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Il Fidia salentino

agostiniani.jpgLo studioso salentino Giovanni Cosi alcuni anni fa scoprì una vera e propria chicca archivistica riguardante Placido Boffelli che svolse attività di scultore nella Chiesa del Convento di .
Un atto notarile del 18 settembre 1660 ci informa che padre Raffaele Monosi volendosi avvalere dell’opera di Placido Boffelli quale esperto nell’arte della [Leggi/Read more →]

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