Le parole son suoni e lame

In questa puntata di “Arianna” si parla di poesia, di versi-suono e parole-lame, di un Sud mitico e ormai trascorso. Ada Manfreda ha incontrato Anita Piscazzi, per parlare con lei del suo ultimo lavoro editoriale: Maremàje, Campanotto editore, 2012, p. 80.

Anita Piscazzi, nasce ad Acquaviva delle Fonti nelle Puglie. Ama la poesia, tra gli altri, di Mariangela Gualtieri, Pier Paolo Pasolini, Vittorio Bodini, Silvia Platb. Da bambina raccontava a tutti che sarebbe diventata una pianista, crescendo persevera in questa convinzione studiando pianoforte al Conservatorio «Niccolò Piccinni» di Bari, dove nel ’96 si diploma e continua a suonare con un violinista formando un duo. Ha partecipato a diversi premi letterari riscuotendo alcuni successi. Ha pubblicato la raccolta di versi Amal (Palomar, Bari 2007) e sue poesie sono presenti in alcune antologie come L’anemone e la luna (La Vallisa, Bari 2000) e Il segreto delle fragole (Lietocolle, Faloppio, 2011) e nel semestrale «incroci» (Adda, Bari, 2012). È stata recensita da Maurizio Cucchi sull’inserto «Specchio» de «La Stampa» e nella rubrica «Perle di classica» di «Libero». Collabora con la rivista letteraria «La Vallisa» (Besa, Fasano). È caporedattrice della rivista di poesia «Marsia» (Progedit, Bari).

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