I mille modi di essere bambini

Lo scorso 10 giugno si è tenuto, presso il Comune di Calimera, un incontro dei rappresentanti dei Comuni afferenti al Consorzio Grecìa Salentina e di quelli dei comuni di Castrì, Vernole, Melendugno e Caprarica. Scopo dell’incontro quello di costituire il Bacino di Intervento, nell’ambito del quale progettare e realizzare una serie di azioni e di interventi per l’adolescenza e l’infanzia, secondo le finalità e gli obiettivi previsti dalla Legge n. 285/1997.

Durante l’incontro è stato siglato un protocollo d’intesa tra tutti i rappresentanti degli enti locali presenti, rivolto, tra l’altro, all’individuazione del Comune di Calimera quale Comune Capofila del Bacino e del suo Assessore ai Servizi Sociali, dott.ssa Francesca De Vito, quale coordinatrice dello stesso. Ciò rappresenta la prima tappa di un percorso che si presenta piuttosto articolato, attraverso il quale la Provincia di Lecce sta coordinando tutta la progettualità che verrà espressa dai comuni salentini relativamente alla legge n. 285/97, al fine di dare omogeneità e coerenza ad un’azione che secondo quanto previsto dalla legge, dovrà essere pregnante ed incisiva.

Per tale ragione il sistema di elaborazione dei progetti e la relativa concessione dei fondi per realizzarli segue un iter fatto di momenti di confronto e di mediazione successivi, con fasi progressive di sintesi, dal singolo comune al bacino di intervento fino al territorio provinciale nel suo complesso, per giungere a proposte che siano espressione delle reali esigenze dei diversi territori che le hanno espresse, e salvaguardare allo stesso tempo l’esigenza di globalità ed armonia dell’intervento, contro l’insidioso rischio della frammentazione e dispersione delle forze.

In tal senso si è espressa la Regione Puglia che, dando attuazione alla legge 285 con proprio dispositivo legislativo - L.R. n. 10 dell’11 febbraio scorso -, ha individuato nelle province gli ambiti territoriali di intervento, assegnando alle stesse il compito di:

promuovere e coordinare le iniziative progettuali e le attività degli enti locali e degli altri soggetti interessati, affinché l’utilizzo delle risorse attribuite avvenga in modo armonico, concordato e finalizzato ai risultati;

raccogliere le informazioni e i dati relativi ai servizi e alle attività in favore dei minori presenti sul territorio;

svolgere funzione di raccordo rispetto al referente regionale;

progettare ed organizzare iniziative di relative agli interventi sull’infanzia e l’adolescenza;

trasmettere alla Regione il Piano Territoriale triennale, articolato in progetti esecutivi, unitamente all’Accordo di Programma stipulato tra i soggetti istituzionali coinvolti, il piano di finanziamento, e gli eventuali contratti di programma con i soggetti del Terzo Settore.
Nell’ambito del piano di riparto dei fondi destinati dalla legge 285 la Regione Puglia ha assegnato alla Provincia di Lecce la somma di L. 6.017.576.436 per la realizzazione di un programma complessivo di progetti operativi che la stessa dovrà trasmettere agli organi regionali entro il 16 agosto di quest’anno.

Abbiamo chiesto – alcuni giorni fa – alla dott.ssa De Vito, coordinatrice del Bacino d’Intervento dei Comuni della Grecìa Salentina e di quelli limitrofi, quali sono i progetti che intende presentare alla Commissione tecnica istituita dalla provincia, per l’approvazione ed il finanziamento: “L’idea comune è quella di presentare un piano di progetti omogenei per tutti i comuni facenti parte del bacino, andando poi a caratterizzarli rispetto alle specifiche situazioni socio-ambientali in cui gli stessi si calano. Al di là di alcuni intendimenti di massima, previsti dalla Legge stessa, per la realizzazione di ambienti cittadini più a misura di bambino e maggiori situazioni e momenti di aggregazione e di ricreazione per gli adolescenti e i preadolescenti, attendiamo che ciascun comune promuova le Conferenze cittadine per poterci poi confrontare e arrivare alla proposta del Bacino”.

Questo delle “conferenze cittadine” è un altro passaggio importante all’interno della stesura dei progetti esecutivi, che la Provincia di Lecce ha previsto nella sua delibera di attuazione della L.R. 10/99 e della Legge 285/97 e che tutti i comuni salentini sono tenuti a convocare e realizzare, al fine di attivare la partecipazione, il confronto sugli obiettivi e sui progetti, e quindi una proficua collaborazione tra soggetti pubblici e quelli del privato sociale, del volontariato e del Terzo settore nel suo complesso.

Nel corso delle conferenze cittadine che si sono svolte a partire dalla seconda metà di giugno si sono approfondite le tematiche fondamentali della legge. Vi è stata una ampia convergenza nel ritenere la 285 un eccezionale strumento che consente di sviluppare diffusamente una “politica per i minori”. Il fondo nazionale previsto da questa legge è destinato infatti alla realizzazione di interventi per favorire la promozione dei diritti, la qualità della vita, lo sviluppo, la realizzazione individuale e la socializzazione dell’infanzia e dell’adolescenza, attraverso la creazione di un sistema misto d’intervento, capace di attivare tutte le risorse operanti nel sociale secondo i principi di una progettazione integrata.

Le vie indicate dalla legge per il raggiungimento di queste finalità sono principalmente: il sostegno alle famiglie e alla genitorialità, quale luogo fondamentale per lo sviluppo soggettivo; il superamento di condizioni di discriminazione dei minori, di tipo culturale, sociale, relazionale ed etnico che causano forte “disagio” e preludono alla devianza; gli interventi rivolti alla preadolescenza e all’adolescenza, per valorizzarne le opportunità di crescita.

“Soprattutto all’interno di questi ultimi due ambiti – hanno dichiarato concordemente gli amministratori - intende muoversi il Comune di Melpignano, attraverso progetti mirati, che in alcuni casi riguarderanno principalmente l’implementazione di alcuni servizi e iniziative già esistenti, compatibili con gli obiettivi generali indicati nella Legge”.

Il riferimento in questo caso è in primo luogo al Centro di interesse giovanile attivato a Melpignano coi fondi del DPR 309/90, finalizzati alla lotta alla droga. Esso, nell’essere un centro di attività culturali, sociali, multimediali, sportive, ricreative e di laboratorio può non solo concorrere a combattere e circoscrivere forme di devianza, ma può conseguire l’obiettivo di contribuire al corretto sviluppo della personalità e alla ricerca di valori positivi da parte dei minori. Attualmente presso il Centro Sociale sono applicate tre unità lavorative part-time in regime di convenzione, di cui una con funzione di coordinamento. Lo scopo che intende perseguire l’Amministrazione Comunale è quello di promuovere nel Centro una serie di attività particolarmente idonee a sviluppare la personalità, la creatività e la fantasia dei minori, da svolgersi anche in collaborazione con la Scuola. Gli operatori stanno procedendo all’allestimento del Centro, alla inventariazione dei libri che andranno a costituire il nucleo fondamentale di una costituenda Biblioteca, che successivamente evolverà in mediateca, quando il Comune potrà accedere ai fondi dell’iniziativa Mediateca2000. La inaugurazione del Centro è prevista per l’autunno di quest’anno. I locali sono quelli dell’ex-Asilo Nido, di recente ristrutturati allo scopo; essi ospitano, tra l’altro, l’Associazione Fratres che periodicamente svolge attività ambulatoriale di prelievo del sangue, offrendo un servizio reale alla popolazione, in specie quella anziana, che può evitare di recarsi, per assolvere a tale incombenza, a Maglie o Scorrano, sedi dei presidi ospedalieri più vicini a Melpignano.

Negli anni venturi – i piani previsti dalla 285 hanno validità triennale – il Centro di interesse giovanile di Melpignano potrà perciò rappresentare il trampolino di lancio per sviluppare itinerari volti a sostenere percorsi di identità, a favorire il perseguimento di apprendimenti che vadano oltre quello strettamente disciplinare e scolastico: laboratori ludico-espressivi e di animazione, incontri ricreativi, attività culturali, nonché interventi che promuovano l’impegno sociale dei minori, attraverso il coinvolgimento di adolescenti e giovani nell’organizzazione di attività sociali e di cura e tutela dell’ambiente.

In quanto coordinatrice del Centro ritengo importante che alle problematiche minorili si pensi non solo in termini di prevenzione e recupero della devianza, ma anche e soprattutto di promozione della qualità della vita di fasce della popolazione che finora hanno subito un difetto di tutela in quanto costituite da soggetti economicamente deboli. Quando la mediateca verrà aperta alla pubblica fruizione, questa potrà costituire una opportunità strategica per il miglioramento della qualità della vita per i cittadini di qualsiasi fascia d’età e in particolar modo per i bambini, i preadolscenti, gli adolescenti, che, grazie alle biblioteche e alle mediateche, acquisiscono un libero e paritario accesso alla informazione di alta qualità. In questo periodo proprio nei locali del centro si sta svolgendo un importante corso di attivato nell’ambito del Progetto Mediateca 2000, che ha visto il Comune di Melpignano sin dal suo varo in prima fila nel sostenerlo.

L’attuale dibattito sulle mediateche rileva come esse possano costituire, in effetti, un importante fattore di sviluppo sociale ed economico attraverso servizi di informazione progettati per venire incontro alle esigenze locali. I giovani che stanno studiando da “mediatecari” – professione del tutto nuova, che di quella consolidata del bibliotecario costituisce una evoluzione corrispondente allo sviluppo dei new media nella nostra società – sono convinti che le mediateche possono costituire un significativo contributo specificamente rivolto alle nuove generazioni nell’assicurare la continuità culturale della comunità.

E per Melpignano – che è chiamato a preservare l’identità culturale grika, così come tutti gli altri comuni del Consorzio – disporre di una mediateca efficiente sarà una occasione non solo per alfabetizzare i suoi cittadini, in specie quelli più giovani, ai nuovi strumenti di comunicazione, ma anche la opportunità di avere un momento di propulsione culturale, volto alla valorizzazione dei beni e della cultura locale.

Nei prossimi mesi della 285 si continuerà a sentire parlare, il processo per pervenire ai piani di intervento è – lo abbiamo detto – articolato e complesso: entro la metà di agosto potremo conoscere i progetti esecutivi che i bacini di intervento e i comuni andranno a realizzare nel corso dei prossimi tre anni.

Ci ripromettiamo di seguire l’iter e di informare i lettori sugli sviluppi che in Melpignano, ma anche in tutto il Bacino della Grecìa, avrà il lavoro di programmazione in cui, in questi giorni, tutti gli amministratori locali sono impegnati.

(Grecìa del Salento-il Corsivo, n. 28/1999, pp.13-14).

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